Anonimo cinese: Poesia – “Il vecchio soldato ritorna” con un Commento di Giorgio Linguaglossa 

Giorgio Linguaglossa critica letteraria Anonimo Cinese dinastia Han - sito ufficiale di Giorgio Linguaglossa scrittore

 

Commento di Giorgio Linguaglossa

 

La dinastia Han imperò sulla Cina dal 206 a, C, al 220 d. C. ed ebbe qualche contatto con l’Impero romano: infatti già allora la seta era lavorata, in Cina e attraverso le vie dell’ Asia centrale, essa giungeva fino a Roma. Le imprese guerresche nelle quali i potenti si impegnavano per estendere i propri mercati o per consolidare i propri domini videro, come sempre, l’uomo del popolo, il contadino pagare di persona e magari spendere una vita intera al servizio e per la gloria di altri.

 

La poesia di Anonimo cinese, che qui riportiamo, fa parte di quella che  chiameremmo «letteratura di protesta» contro la guerra e il militarismo; un genere che in Cina ha origini antichissime. È degna di nota però la fenomenologia psicologica straordinariamente moderna del tema del vecchio soldato che ritorna a casa dopo una vita dissipata in combattimenti; la semplicità e la elementarità dei suoi atti, il porre qualche cibo sul fuoco, consumare una parca e semplice cena e riprendere la vita da dove l’aveva lasciata tanto tempo prima. La vita continua, comunque e dovunque. Da notare la elementarità del dettato, tutto concentrato sugli aspetti essenziali della «storia», senza la minima denotazione decorativa, con uno scorrere lento e fluviale del narrato, senza il minimo scarto verso il populismo, diremmo oggi, senza demagogia, diremmo oggi, insomma, senza falsare la verità della «storia», che riposa in sé, e che ha valore in sé.

(da Liriche cinesi, 1952)

 

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Quindicenne lasciai la casa per la guerra;
ora che son vecchio mi hanno rilasciato
e zoppicando torno verso casa.
Son tornato al villaggio ed ho chiesto
chi vive oggi nella mia vecchia casa.
Mi hanno mostrato, mi han detto:
« Guarda, il tuo posto è lassu,
quel piccolo monte coi pini
e i cipressi d’attorno;
è tutta deserta, i conigli
sono in ogni buco e i fagiani
stridono dalle travi del tetto;
nel cortile è spuntato il frumento
e l’ortica sull’orlo del pozzo ».
Sono andato a vedere la mia casa,
ho arrostito un poco di grano,
una zuppa di erbe ho cucinato;
sono uscito poi sopra la soglia,
ho guardato ad Oriente, mi son chiesto
chi mai possa mangiare con me; .
poi le lacrime son venute,
la mia sciarpa s’è fatta più fredda.

  

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